ARISTOCRATICI, chi ci autorizza a riconoscerci come tali?

dal vocabolario Treccani:

"aristocrazìa s. f. [dal gr. ἀριστοκρατία, comp. di ἄριστος «ottimo» e -κρατία «-crazia»].

1.a. Nel sign. originario e più proprio, la prevalenza, il governo dei più meritevoli, intesi questi come coloro che sono moralmente e intellettualmente i migliori o i più valorosi, identificati poi, in un secondo tempo, con i nobili, quelli cioè che, per diritto di sangue, appartengono alla classe più elevata della società, nella quale costituiscono un gruppo privilegiato. Nel pensiero antico, nella teoria della tripartizione delle forme di governo (di uno, di pochi, di molti, cioè, rispettivam., monarchia, oligarchia, democrazia), l’aristocrazia rappresenta la forma non deviata dell’oligarchia (che, soprattutto in Platone e Aristotele, è il governo in favore e nell’interesse dei ricchi anziché della comunità)."



L'attuale governo "definito dei migliori" dalla stampa, di fatto non può essere aristocratico ma oligarchico, per diverse ragioni.

  • A supporto del governo si sono accodati tutti i partiti dell'acro costituzionale, con sparuta minoranza, e l'intero sistema della stampa, che dal governo viene finanziata. Questo permette al governo auto dichiararsi, attraverso veline, come "il governo dei migliori".

  • Le politiche perseguite sono chiaramente plutocratiche negli intenti dichiarati, poiché mirano a rinsaldare il potere del mondialismo sopra gli interessi della maggioranza dei cittadini dei vari stati, degli imprenditori manifatturieri che non hanno una dimensione sovrannazionale, e dei dipendenti considerati solo come consumatori.

  • Il governo mondiale che si intende instaurare tende a limitare l'accesso al sapere delle classi meno abbienti, ridurre le coperture sociali e instaurare una schiavitù collegata al controllo totalitario sui beni necessari alla sopravvivenza rendendo di fatto impossibile ogni forma di presa di coscienza dei subalterni.

Un governo realmente aristocratico dovrebbe farebbe esattamente l'opposto. Il successo dell'aristocrazia si può misurare nella capacità di far progredire nel presente chi è in uno stadio meno evoluto accompagnando la sua crescita, attraverso la fortificazione delle virtù, della conoscenza e del benessere per diventare sempre più consapevole delle proprie attitudini e qualità, utili alla polis e a se stesso, Un governo aristocratico, non impone, ascolta le esigenze di tutta la polis e pone domande a chi esprime queste esigenze per comprendere quanto le opzioni e le scelte proposte possano influire nel breve, medio e lungo periodo sul benessere della società nel suo insieme e fa prendere una decisione condivisa che fornisce a tutti gli strumenti per comprendere e valutare in base alle regole fondamentali e condivise fra i cittadini di una scelta piuttosto che dell'altra.


Un governo aristocratico è tale, se al suo interno ha ampie e opposte visioni e trova al suo interno una mediazione fra le varie opzioni ascoltando il sapere di tutti non escludendolo dal dibattito quando questo sapere non è conveniente a una parte.


Un governo Aristocratico non prende decisioni in funzione del benessere di pochi, ma ha l'obbligo morale di guardare al benessere dei molti. Soprattutto un governo aristocratico è riconosciuto da chi non lo è perché i suoi componenti si sono sempre adoperati per il benessere dei più nei fatti e questo ha creato una reputazione che precede questi pensatori che si distinguono nei fatti. Se volessimo individuare dei veri aristocratici fra gli esponenti politici e sociali italiani potremmo nominare tanti nomi importanti; Sandro Pertini, Enrico Berlinguer, Giovanni Falcone, Borsellino,

Come possiamo oggi aspirare a diventare aristocratici se ci manca la reputazione per esserlo? Forse dobbiamo unirci in un noi collettivo che segua delle regole di conoscenza del bene comune e che individui quelle ricchezze avulse dal commerciabile e che si fondino sulle virtù.


Sei un aristocratico se hai studiato e sei felice di ciò che hai raggiunto perché facendo la tua felicità hai fatto anche quella di chi ti sta vicino e il tuo vicino ha fatto altrettanto. Sei conscio che molti prodotti del mondo consumistico sono inutili e inquinanti e non portano la felicità. Ti rifiuti di realizzare o utilizzare prodotti ad obsolescenza programmata e non riparabili, non sprechi energia , non hai bisogno di vacanze perché sei perennemente in un mondo che ti permette di essere rilassato e in armonia con gli altri e la natura, Sei quindi ricco di natura e non hai bisogno di accumulare ma vivi nell'essere e nel presente e questo ti permette di aiutare gli altri e aumentare la tua felicità. così giorno dopo giorno la tua reputazione (ciò che gli altri conoscono di te) ti presenta agli altri e crea la rete di fiducia necessaria al progredire. Questa è la via maestra e questa è la via che vogliamo trovare in MyA Cohousing per tutti coloro che partecipano.

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